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Compagni di viaggio: vino, acqua e dignità

  Quando non si deve guidare, il vino è il compagno ideale del bravo degustatore: ascolta, non interrompe e, se scelto bene, rende interessante perfino chi parla soltanto di sé. Se il convivio è dedicato soprattutto al cibo, conviene bere “al calice” , magari affidandosi a un esperto capace di suggerire gli abbinamenti senza trasformare la cena in un concorso pubblico per sommelier frustrati. Se i piatti proposti sono molto diversi tra loro, meglio orientarsi su vini dall’acidità decisa (per i bianchi) oppure ricchi di tannini (per i rossi) : bottiglie con abbastanza carattere da non chiedere asilo politico all’arrivo di ogni nuova portata. Un piccolo sorso di vino, trattenuto tra lingua e palato per qualche secondo, prepara l’apparato gustativo alla portata successiva e attenua i ricordi del piatto precedente. Non serve chiudere gli occhi e fissare il vuoto come se il bicchiere avesse appena rivelato il senso della vita. Tutta un’altra storia, invece, se dopo il convivio bi...

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