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Gli alimenti ultra‑processati: le sigarette dello stomaco (e facciamo finta di niente)

  Bibite zuccherate, snack confezionati, biscotti industriali: onnipresenti, economici, normalizzati. Li chiamiamo “cibo”, ma sempre più ricerche suggeriscono che abbiano molto più in comune con le sigarette che con un pasto. E come con il tabacco, continuiamo a minimizzare. Il paragone dà fastidio. Proprio per questo è utile. Gli alimenti ultra‑processati (UPF) non nascono per nutrire, ma per funzionare. Sono prodotti industriali costruiti a partire da ingredienti raffinati o ricostruiti, arricchiti con aromi, emulsionanti, coloranti, additivi. Bibite, merendine, snack, cereali zuccherati, piatti pronti: la dieta standard dell’Occidente. Il loro obiettivo non è saziare, ma fidelizzare. Devono essere facili, rapidi, irresistibili. E soprattutto devono spingere a tornare indietro per un’altra dose. Il punto che non si vuole vedere: la dipendenza La letteratura scientifica è sempre meno ambigua: UPF e sigarette condividono la stessa logica industriale. Stimolare il consum...

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